lunedì 1 febbraio 2010

Take it Easy

Lunedì sera, senza ragione, Cristiana corre veloce al treno e si sloga una caviglia. Arriva a casa e da vera scout resiste al dolore... mentre la caviglia si gonfia, diventa nerastra, poi rossastra con venature viola, poi blu, diventa impossibile camminare. Le tocca rinunciare al liceo per un giorno, anzi non si muove per un'intera settimana... ...complicazioni dunque perchè il fra ha iniziato un lavoro nuovo (dal lunedì al venerdì da mezzogiorno alle cinque), che male si incastra con gli orari di uscita dei bambini da scuola, tanto più che Cri non può camminare e andare a prenderli. Intervengono nell'ordine: Riccardo, la mamma di Lari, Jason, la mamma di Steve. Una sera della settimana poi il Fra infagottato, di ritorno dal lavoro, va a prendere la Mati a casa di Steve, che abita a due passi da Troutbeck road. Apre la porta Jill, mamma di Steve e studentessa quarantenne: il Fra viene introdotto con un sorriso in un piano seminterrato, dall'altezza poco regolamentare, arredato con personalità, cagnolino bisbetico, due figli, di cui uno, Steve appunto, a maniche corte scorrazza tra la casa ed il giardino inseguito dalla Mati e da altri due compagni di scuola. Mati chiede al Fra di restare per cena. Jill dice che non c'è problema, che anzi fa due cose da mangiare e che pensa lei a riaccompagnare la Mati, chiede se Cristiana ha bisogno di una mano, e tranquillizza il Fra (immobilizzato dal caos e perduto in mille scuse) su la vita presente passata e futura, con un semplice e molto inglese: take it easy. Jill porterà a casa Matilde, munita di un ombrello perchè in corso una persistente pioggia . La favola dimostra che i bambini in maniche corte sono in salute e che nella vita basta poco per cavarsela con leggerezza.
(PS: la foto è di un pub vicino a casa nostra...con la scritta take courage a incalzare il passante sconfortato)

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