domenica 21 febbraio 2010

L'Ora del Meridiano di Greenwich 04.10


Ho chiesto a Carla_O' di fare la corrispondente da Biella per l'Ora del Meridiano di Greenwich. Serve un punto di vista "da dentro " Biella.
Carla ha una figlia e un nipote prossimo venturo, precede di pochi anni la mia generazione, vive e lavora a Biella a due passi da cafeteria, ragion per cui l'ho conosciuta.
Non so altro di lei, istintivamente credo che sia una nucleare e che qualcosa da lei debba uscire sotto forma di opinioni e scrittura.

Storie d'ò: Vicina alla Cina

Guardo tanti film: mi nutro di immagini, cerco storie, rubo parole, perchè, come dice Baricco: "...questa è una cosa antica. Quando non hai un nome per dire le cose, allora usi delle storie. Funziona così. Da secoli."
Pochi giorni fa ho visto "Red Cliff, la battaglia dei tre regni", la pellicola di John Woo, che racconta in modo epico e formalmente perfetto un importante passaggio della millenaria storia della Cina nel 208 d.c. il tentativo dell'impero del nord di assoggettare i due regni del sud ancora liberi e pacifici.
Io, mia figlia e il suo pancione, per ben quattro ore e mezza siamo state catapultate nella meraviglia e nella storia di un regno lontano, immenso nella tragedia, altissimo nei principi, puro nelle ragioni che inducono le azioni, ed epico nelle conclusioni e persone e fatti descritti con grazia ed orrore perfetti.
La Cina dunque, un paese lontano ed una storia ancora più lontana...

Mentre conservavo quelle immagini fino al giorno dopo e camminavo velocemente e a testa bassa, perchè così si fa a Biella, alzo la testa in uno scatto di dovuta e vigile sopravvivenza e toh ... guarda là, intravvedo negli occhi certo, se non nei costumi e nei gesti solenni, una interprete del film di John Woo.
Guardo meglio e dentro un caffè del centro, ecco di nuovo la protagonista femminile circondata dalle sue ancelle : le sue mani imbastiscono la cerimonia del thé... no!... servono al banco del locale la tazza trasparente di un "marocchino".
Proseguo e all'interno della locale galleria, uomini riuniti studiano strategie e tattiche di avanzamento contro il nemico... no, anche qui cinesi dell'odierna Cina progettano allestimenti per vetrine, scaricano merci, attaccano cartellini dei prezzi e insomma avanzano là dove il signore del luogo, l'autoctono, il nativo, l'oriundo ha abbandonato ormai speranze e sogni di poter conservare inalterata la sua vita di un tempo.
La Cina, dunque, non è più così lontana, abita le nostre strade. Mi piacerebbe portasse a noi i suoi riti antichi, la grandezza di una storia eterna ancora più affascinante perchè ancora tanto sconosciuta...

Temo però non ci sia eroismo in tutto ciò, non ci sia un particolare contenuto di apertura culturale, di accoglienza del nuovo, di mondi che si toccano e si avvicinano desiderosi di essere completi insieme e più ricchi di tutto, ma solo (ahimè solo) una triste colonizzazione di tipo economico in una terra, la mia, stanca e vecchia, senza energie nè risorse e che volentieri si fa occupare nei luoghi più caratteristici "per una valigia di soldi in contanti", perchè noi, dico noi biellesi, non ce la facciamo più.

"Oh gentile, giovane cinese del bar del centro, perchè non mi insegni la tua arte, perchè non mi porti i tuoi profumi, perchè non avvicini il mio gusto alla piccola tazza di porcellana, al liquido di tenere foglie che mi fanno sognare vite e culture diverse e misteriose? perchè mi servi cornetto e capuccino?"

Per la cronaca, anche io e mio marito, nel nostro lavoro quotidiano, aspettiamo a volte, nel delirio della nostra stanchezza, l'uomo dagli occhi a mandorla che con la sua "valigia di soldi in contanti" compri in un sol botto l'attività e il commercio permettendoci di sollevarci da problemi e pensieri e per volare finalmenti lontani ... in Cina?!

Carla_ò

Nessun commento:

Posta un commento