giovedì 28 gennaio 2010

Una storia fantastica, parte 1

Per uno dei corsi che sto seguendo (Financial Planning & Enrepreneurialism) qualche giorno fa ci presentano come case study la storia - raccontata in prima persona - di Farooq Choudrey e dell'Akram Khan Dance Company. Per tre ore tutta l'aula è rimasta col fiato sospeso, incollata alle parole di questo ragazzo incredibile.
Gli inizi, da copione. Famiglia Pakistana emigrata in Uk nei primi anni '60. Il padre sceglie di stabilirsi non nell'East London dove la comunità Pakistana è grande, ma a Hammersmith, nell'Ovest. Risultato, forte discriminazione razziale che porta i componenti della famiglia a disperdersi e lui, in giovane Farooq a chiedere soldi alla fermata della metropolitana. Un giorno un'assistente sociale lo prende e lo porta in una sorta di collegio (riformatorio) nel countryside. Qui, grazie all'impegno di un team di psicologi che lo seguono riesce a riprendere gli studi e alla fine si laurea. Ha 21 anni circa. Nel frattempo all'università viene a conoscenza di un corso di danza a cui non riesce ad accedere per questioni di numeri. Imperterrito, torna a Londra e convince un numero di insegnanti di danza ad andare ad insegnare lì e nel giro di pochi mesi organizza un contro-corso a cui aderiscono migliaia di studenti. Inizia la passione per la danza. In pochi anni raggiunge, seppur ad un'età già avanzata per questa disciplina, altissimi livelli. Viene selezionato da un coreografo e si trasferisce nel sud della Germania e poi a Bruxelles dove diventa prima pupillo poi assitente di una notissima danzatrice-coreografa. Passano gli anni, si sposa e ha una bambina. Ha circa 35 anni e si rende conto che non potrà ballare per sempre. Si iscrive ad un MA in Arts Management a Londra (il mio!) e tutte le settimane fa su e giù con il treno da Bruxelles per un anno.

(...il seguito domani....)

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