domenica 31 gennaio 2010

Una storia fantastica, parte 2

Farroq finisce il master, trova lavoro in un società che si occupa di management nell'ambito della danza e si ritrasferisce a Londra. Un giorno, casualmente assiste alla performance di un ballerino di origini pakistane, Akram Khan. Scocca la scintilla e i due entrano in società. Una stanza come ufficio, un tavolino come scrivania, nessun soldo, solo i debiti di Akram. Farooq crede fortemente nel valore artistico di Akram ed è disposto a tutto pur di dare il via alle danze. Fanno il primo budget, 60,000 £. Un mare di soldi, ma sanno che se cominciano a compilare domande di finanziamento per l'Arts Council ci vuole troppo tempo oltre al rischio di veder diluire l'eccellenza di Akram nel mare della strumentalizzazione della cultura che troppo spesso si fa in questo Paese. Farooq torna a casa, parla con la moglie e il giorno dopo mette in vendita l'appartamento. Lo spettacolo ha inizio, è un successo. Coi soldi ripagano i debiti e pensano alla produzione successiva. Da allora un'escalation. Il nome e l'arte di Akram Khan fanno il giro del mondo, sono il simbolo di un incontro tra l'oriente e l'occidente, due mondi, due modi diversi di integrare e valorizzare danza e musica. E dietro sempre lui, Farooq, un personaggio veramente incredibile, un carisma e una capacità di attrazione totale. Grazie a lui e alle sue idee innovative la danza si fonde con altre discipline e altri mondi. Convince Anish Kapoor a collaborare per la loro seconda produzione. Juliet Binoche per un'altra. Il corpo di ballo dell'Opera di Beijing per un'altra ancora.
Oggi, a 10 anni di distanza da quell'incontro, la società ha un turn over di 5 milioni di £ all'anno, una charity con cui elargiscono borse di studio per la formazione di ballerini meno abbienti e richieste di collaborazione da tutto il mondo. Ma soprattutto la stessa passione, amicizia ed entusiasmo di quando condividevano un tavolino e poco più, la stessa scaltrezza e determinazione di quando Farooq convinceva i passanti a dargli una sterlina alla fermata della metropolitana di Hammermith.

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