domenica 31 gennaio 2010

L'Ora del Meridiano di Greenwich 01.10

Sono sempre stato molteplice e multiforme. Da piccolo sono stato l'Actarus di Goldrake, mi sono immaginato Presidente della Camera, anche Papa (mi attirava molto la suspance del Conclave), da adulto imito il Papa (non è difficile parlare in un falsetto tedesco, accentuare le borse sotto gli occhi e fare il dogmatico...), sono stato uno studente bravino, poi un papà, a cui piace viaggiare prevalentemente solo (non tanto come avrei voluto, ma lo farò), ogni tanto lavoro, poi cucino e scrivo (il famoso romanzo che mai terminerò). A Londra, dove vivo, esprimere la propria personalità (ma anche quella degli altri) pare più semplice. Paola, la nonna dei miei figli, ha l'anima degli artisti e dice che Londra è bella solo se ci vivi, se si viene da turista è meno bella. Venire qui tre giorni con lo zaino dell'invicta, il monclaire, l'i-pod nuovo ed il bancomat del papi, per vedere le torri, westminster, harrods e buckingham palace e tornare convinti che il cibo inglese sia pessimo, la città sia cara e gli inglesi un po' sporchini perchè non hanno bidet... Oh se è per il bidet, devo dire che manca anche a me e a tutta la famiglia: siamo infatti costretti a improbabili contorsioni sulla vasca da bagno (spero solo lì!), ma, bidet a parte, Paola ha ragione. Banale a dirsi, ma la cosa migliore è avere amici a Londra che possano ospitare e indirizzare il turista non per caso... io ho iniziato così: i Chana a Richmond e Gayle a Tower Hamlet. Kam Chana mi portò al mercato di Tooting, il quartiere a sud ovest di Londra, a maggioranza indiana, dove lui è nato e cresciuto, correva l'anno duemilatre ed al mercato comprai una scatola piena di piccoli contenitori che riempii di spezie: da allora il tandoori, la curcuma, il coriandolo, il cinnamomo, il garam masala... sono entrati nella mia cucina per non più uscirne. Gayle invece mi portò al Loungelover, nell'area di Shoreditch, un locale decadente e sofisticato, dove servono cocktail memorabili e poi a piedi alla Beigel Bakery di Brick Lane, per un'indimenticabile beigel, un panino con carne di manzo salata. Londra è per me sempre stata così, non sono mai venuto con l'obbiettivo e l'ossessione di visitarla, ma piuttosto con l'istinto di viverci dentro anche se solo per pochi giorni e visitando quasi sempre mercati, locali e ristoranti. Ah il capitolo ristoranti! Siccome mi manca il fatto di sgattaiolare tra i tavoli e parlare con i clienti, ho deciso di mettermi a girare tra la gente del mercato, che lavora, che cucina, prepara e vende cibo, per raccontare quello che quotidianamente le persone vivono e fanno. Vi darò anche qualche ricetta, adesso che ho molto tempo per cucinare, vi darò le mie finalmente, quelle che cucino in famiglia e per gli ospiti. Magari, ho pensato, mi metto a parlare in libertà del mio paese, l'Italia, ora che posso guardarla da qui, dalla collina di Greenwich, dove silenzioso passa il meridiano zero, che segna convenzionalmente l'ora ed il tempo. Dalla collina dell'osservatorio si vede Londra ed il colpo d'occhio è emozionante. Sarà che vedo non solo la città ma soprattutto quello che per me rappresenta, una idea di libertà ed una comunità umana affascinante. Voglio parlarvi di questo fascino ed anche della libertà, il blog è questo...un modo per comunicare attraverso racconti ed opinioni un'esperienza, la nostra, che è anche un modo per coinvolgere e condividire. Non sono partito da solo, ho lasciato vuoti e pieni ed ho trascinato perchè mi sono lasciato trascinare. Insomma ho anche qualche cosa da dire; quasi ogni giorno, mentre cammino, penso e scrivo al punto che vorrei avere pezzi di carta che si materializzano davanti a me; mi metto perfino a parlare con interlocutori più o meno noti e continuo a confondere la realtà con tutto il resto, anzi mi pare che tra realtà e finzione non ci sia molta differenza, perchè la realtà è talmente complessa da essere sfuggente, parziale e relativa da quasi non esistere. Talvolta, sempre camminando, insulto qualche nemico (ne ho e se non ne ho, me li invento), canticchio immaginando piece teatrali in compagnia di Elisa e Luca, mi immagino litigate edipiche con mio padre, apostrofi erotiche con qualche passante, di ricevere qualche premio alla carriera, di cucinare per un esercito di figli e nipoti, di assassinare qualcuno e concedergli una seconda chance di vita, condita del dovuto perdono... come vedete l'idea dei superpoteri non mi ha mai abbandanato... sotto l'influenza del meridiano di Greenwich: mi passa di fianco invisibile, talvolta ci saltello attorno con l'avidità di Gollum. Così da questo scenario a cadenza settimanale, escluse ferie permessi e contributi vari, e con l'aiuto di due inviati molto speciali, scrivrò le mie avventure a Londra, che termineranno alla fine del duemiladiciannove, al termine insomma del decennio ed all'approssimarsi dei miei cinquanta.
i l f r a

5 commenti:

  1. Già è così: biella e l'italia le apprezzi di più quando non ci stai!
    Ma la voglia di scappare per la meta dei sogni è davvero forte, in certi momenti della vita.
    Poi pensi che è un casino, che non puoi mollare tutto, che hai una famiglia e un lavoro e una casa e uno (o due) mutui e quindi... resti.
    Qui fa freddo: -7 questa mattina ma lo spettacolo è meraviglioso per l'aria limpida e le montagne innevate. Tra tanti posti dell'Italia, comunque, Biella è uno splendido posto dove vivere e dove far crescere i tuoi bambini.

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  2. Caro Franceso e Cristiana & C. ,
    Che ci crediate o no, quando io e mia moglie Annalisa passiamo davanti alla Cittadellarte, vi pensiamo e nominiamo, quasi sempre; pensando ovviamente alle leccornie che preparavi alla Cafeteria e a tutto il contesto...Il nostro matrimonio lì ecc.ecc.
    Ci passiamo davanti per andare in quei posti ,in montagna, dove molti ci vanno e tanti snobbano; ma in realtà, se visti e sentiti con occhi e orecchie , concedimi il termine "particolari", regalano rumori e spettacoli degni di smuovere sensazioni di benessere, felicità e libertà.
    Il territorio biellese è piccolo, stretto, chiuso, e ci trovi persone "piccole", "strette" e "chiuse", appunto, si sa... ...
    Ma lo si deve un po' leggere tra "molte" righe...Lo devi saper un po' vivere e osservare da "lontano", come fai tu dalla collina verso Londra, e poi un po' tutto cambia, anche qui...
    Londra non è solo fish&chips, Biella non è solo chiusura e mancanza di libertà...
    Mio cognato, il fratello di mia moglie, vive e lavora a Londra da un bel po' di tempo; spesso andiamo a troavrlo, ci manca, e lui ci fa vedere e vivere un po' di cosette davvero interessanti. Noi gli invidiamo l'"odore" di Londra...e lui ci invidia il nostro poter andare in montagna tra scalate e sciate a due passi da casa...
    ...Londra è proprio una super-città, e anche a me trasmette quel senso di libertà (e soffoco) delle grandi metropoli...Adoro Londra, penso ai memorabili Sex Pistols...ai parchi pieni di fiori, colori, ai rumori ecc.ecc.ecc.
    L'"offerta" di Biella, non è neanche da paragonare a quella di Londra, è la verità, ma la libertà che assaporo abbracciato a mia moglie dalle cime sopra Biella, quando il colorato caldo-freddo tramonto si presenta davanti a noi, credo sia la stessa che si assapori da "sopra" Londra...
    Mi farò sicuramente portare all'osservatorio che dici tu, per vedere che effetto fa...
    Il trucco è sempre guardare le cose da "lontano", un po' dall'"alto"...
    Un grande abbraccio a tutti voi
    A presto...
    simo&anna

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  3. uffa, ti avevo scritto tutta una roba bella, ma poi non è andata..
    Allora baci a tutti (adesso non ho più tempo!)
    Nara

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  4. ...se hai bisogno di una casa editrice per il romanzo rivolgiti a me!:-)))un abbraccio a tutti.Valy&family

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  5. il commento arriva in ritardo..
    ma io verrò presto, e questa volta sul serio !
    aspettiamo che sia quasi primavera, quaggiù nevica ancora..
    diventa il momento adatto per muoversi.
    voglio assaggiare quei cocktail meravigliosi in tua compagnia..
    un abbraccio stretto
    il tuo chitarrista

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