venerdì 31 luglio 2009

Habemus Casam

50 tra case e appartamenti visitati; 27 agenzie immobiliari; 10 municipalità; 9 biglietti di andata/ritorno Malpensa-Londra; 4 ricariche di cellulare da 10€; 140€ di trasporti pubblici; 14 ore di bicicletta; ma alla fine l'abbiamo trovata!
E' grande, in stile Edwardiano, con un piccolo cortile davanti e un gardino esposto a ovest sul retro;
è a New Cross, a sud est, vicino a Greenwich e a pochi passi dal Goldsmith College, che non farò, visto che, alla fine, ho scelto la London City; è uno dei quartieri meno trendy della città, ma noi ci puntiamo e rien e va plus... Forse l'arte ci porterà fortuna.

lunedì 13 luglio 2009

Soldi # 4 - La sofferenza del cambio

Uno dei motivi che ci ha spinto a cercare di acquistare una casa a Londra - invece che andare in affitto - è stato il cambio favorevole Euro/Sterlina degli ultimi mesi. O meglio, dei mesi precedenti la decisione...quando per un Euro ti davano 0,90/0,92 fantastici cent. di Sterlina. Ma in queste settimane, proprio quando noi dobbiamo cambiare, beh, un disastro....Non tanto in termini qualitativi, quanto in stress da fluttuazione costante e velocissima!
Il Fra si sveglia al mattino alle 7.15 per accendere il computer e connettersi con la borsa cambi. Immancabilmente Lei, la Sterlina, parte altissima; poi comincia la discesa...ma il Fra non fa in tempo a chiamare la banca che il grafico si capovolge e ricomincia l'ascesa. Tempo di disilludersi e prendere un caffè...ed ecco che Lui, l'Euro comincia a salire... We won't take a position. There is no trade configuration. E il Fra si agita.

mercoledì 8 luglio 2009

Candelo - Veruno e ritorno


















A Veruno non posso che ritornare ed è un verbo che non mi piace, ma vado con Matilde e vado in treno: candelosandiglianovergnascosalussolasanthià poi santhiàrovasendagattinararomagnanocureggioborgomanerocomignago, su un solo vagone che va a cherosene, frequentato da varia umanità e stranamente affollato. Il controllore ha quell'aria di vacanza addosso, si comporta come un passeggero qualunque: appena il treno ferma alla stazione, esce dalla cabina, percorre il corridoio arrivando fino alle porte a soffietto, forse fa anche il macchinista, non gliene frega niente ma con una certa buona volontà.
Il paesaggio mi sorprende: la linea del treno taglia le risaie, le cascine sono appoggiate, magneti attaccati al paesaggio. In mezzo alle domande di Matilde, al caldo della littorina che slitta sulle acque, attraversiamo la Sesia e da Romagnano inizia la macchia dei boschi. Guidando non mi sono mai accorto di quanto il paesaggio potesse mostrare una certa bellezza, l'essenza della stagione estiva che i campi di riso trasformano in un colore intenso: una fisicità che è solo della natura, un corpo che gli occhi toccano; poi i boschi che il treno separa fino ad interrarsi in una serie di brevi gallerie. Le colline del medio novarese non si vedono, ti soffocano della loro boscaglia, senti l'odore dei binari, l'arsura umida delle robinie e delle betulle. Vedi tratti di sentieri e qualche Fiat parcheggiata ma nessun casolare, qualche rivolo che s'appiana in una lama, guardando dal finestrino, all'ingiù; il fitto dei rami ti porta via la vista, ma lì dentro si consumavano orge contadine, sabba e carne da inquisizione: ne senti ancora le tracce. Oggi forse qualche vecchio bavoso o un cercatore di funghi fuori stagione, qualche anno fa le nigeriane adescavano i clienti (mai il contrario).

In queste frasche il significato di imboscarsi si è evoluto. Nella storia di questi luoghi e nella mia vita.

martedì 7 luglio 2009

Ma che cosa scrivi?

Devo scrivere di quanti stupidi documenti devo fare per mettere in piedi un mutuo, per cambiare residenza da milano a veruno e poi un giorno da veruno a londra (dando anche qualche spiegazione), per dimostrare che sono celibe ma ho dei figli, per dimostrare che sono cittadino italiano (contestualmente allo stato di famiglia...) pagando bollettini all'agenzia dell'entrate, marche da bollo di quattordicieuroesessantaduecentesimi per ogni foglio che ho in mano, familiarizzando con consulenti notai avvocati direttori di banca agenti di cambio e consultando quotidianamente l'andamento del pound sull'euro? Devo scrivere, con una certa consumata ironia, che la cosa più difficile in questo cazzo di paese è la burocrazia e la montagna di carta e di adempimenti da sbrigare....? devo scrivere che supereremo questo quotidiano ostacolo? O scrivo invece della vita che nel frattempo vivo, dei sentimenti prima che si trasformino in risentimenti? Quando scrivo sto meglio, quindi scrivo, ma di quello che mi pare... vizi privati e pubbliche virtù...

giovedì 2 luglio 2009

I Charity Shop,

Una delle cose che mi piacciono di più di Londra sono i Charity Shop...
Non solo perchè si possono fare ottimi affari, ma soprattutto per la banale perfezione di un'equazione semplice: portare le cose che non si usano più (vestiti, accessori, mobili, libri, giocattoli etc....) ad un Charity Shop che le mette in vendita, devolvendo il ricavato in beneficenza. Primo effetto positivo: chi dona evita di "buttare" e rimette semplicemente in circolo gli oggetti; chi compra ha la possibilità di acquistare oggetti utili a prezzi molto vantaggiosi. E ancora: il ricavato viene donato a organizzazioni che si occupano di ricerca medica, della cura dei bambini, alla Croce Rossa etc... Ogni Charity infatti porta il nome dell'associazione a cui devolvere i soldi, quindi si può anche scegliere dove indirizzare la propria beneficenza.
Ma per tornare agli affari, in alcuni Charity Shop - per lo più nei quartieri ricchi della città - si possono trovare cose eccezionali, per esempio:
-British Red Cross Shop, 67 Old Church Street SW3
-The Notting Hill Housing Trust, 57 Kensington Church Street W8
-Oxfam (forse il charity più noto), 123a King's Road SW3
Poi ci sono shop con soltanto libri, ma lì ci entra il fra, per non più uscirci...