lunedì 29 giugno 2009

Il salmone con i petali di rosa, le cose da lontano, i piedi nudi e villa tarantola.

Un piatto dal nome gaio, ma l'occasione era la visita di Alberto e di Nicola, suo figlio: cena a casa, sabato di giugno, un filetto di salmone di sette etti, fresco. Rovescio sopra un cucchiaio di tandoori, con un dito lo ricopro della spezia, poi appoggio petalo per petalo sue rose sull'intero filetto. Lo lascio “marinare” in un cucchiaio d'olio almeno due ore. Marinare non è la parola giusta, lo lascio semplicemente in frigo, il filetto familiarizza con il tandoori. Poi poco prima di cena, scaldo il forno a centottanta gradi, non più di venti minuti ed il filetto è pronto, un po' più di venti minuti perchè lascio che il forno si spenga. I petali coprono la spezia che non brucia ma abbronza il filetto, al posto dei petali anche i porri tagliati per il lungo, lenzuola di porri, foglie di vite.... al posto del tandoori, la curcuma... insomma avvolgere il salmone come un corpo umano, che non va esposto al sole senza creme o coperture. Mangiando, si parla di ciò che si mangia e delle possibili varianti, si parla del cous cous che appunto accompagna il salmone, si parla dei viaggi e della vita, che, anche quando è ferma, cambia se solo la si guarda con un breve distacco, quello della durata di un pasto. Intanto i figli mangiano una pasta... con i piatti più semplici alimentano così desideri più raffinati a tavola: ora mangiano, un giorno si nutriranno, verbo riflessivo coniugato al futuro. I verbi riflessivi depongono a favore di questi giorni che passo a Candelo, in cui osservo le cose a distanza e da lontano, come se fosse il tempo di fare una specie di sintesi del mio recente passato. E' esattamente così: con un cannocchiale interiore, un erborista paziente che pulisce il prezzemolo con molta lentezza o raccoglie i petali di una rosa camunia: devo cucinare e fare spicci lavori di casa, altrimenti il passato arriva a bagnarmi i piedi... in casa infatti cammino a piedi nudi. Una versione triste di questo osservare le cose nell'incipit di Villa Tarantola di Cardarelli, ma poi in generale nello scrittore che racconta un racconto, o un fumetto come in Topolino, o anche l'Iliade in fondo. Difficile descrivere ricette guardandole da lontano, o si può fare?

domenica 28 giugno 2009

Cercare Casa #12 - bis... il Fra scrive

Arrivo a Troutbeck Road, borough of Lewisham, nel tardo pomeriggio, dopo aver visto quasi una decina di appartamenti dalle parte di Northcote Road. La cri, con un certo passo sicuro, mi porta fino a New Cross Gate, cambiando non so quanti treni e sempre di corsa, raggiungiamo in pochi minuti il numero ventidue di Troutbeck Road, una strada in discesa o in salita di case edwardiane, un albero di quercia davanti alla facciata . A distanza si vede la Goldsmith, un groviglio di tubi color argento, uno squarcio naif in un'area che non riesco ancora a decifrare.

Ci sarebbe già qualche erbaccia da strappare davanti alla casa, ma intanto una ragazza cinese esce da una casa di fronte inseguendo un chiuaua, un'auto si ferma clacsonando ad un'altra vuota che blocca la strada. Arriva Warren, l'agente, indubbiamente inglese, carnagione chiara, odore di sapone e abbinamenti pastello, un'età indefinibile; gli manca solo una pinta di birra in mano e probabilmente pochi minuti lo separano dal bersela, dato che sono quasi le sei.

Entriamo in casa, sulla sinistra, in un angolo, un piccolo caminetto edwardiano; la casa, moquettata anche in bagno, ha l'aria dismessa di una coppia che sta divorziando, con due figli dagli sguardi un po' tristi con le camere colme di tutto il loro mondo esteriore ed interiore insieme. La madre, con in braccio un chiuaua, (evidentemente un'abitudine a Troutbeck) ci lascia girare per casa, che è enorme, con una cucina quasi italiana e una piccola lavanderia, una lounge room che si estende su un giardino, dove l'ex marito è venuto a tagliare l'erba, due quadrati d'erba.. il sole batte tutto il giorno sul lato interno della casa ed il cortile è grosso quanto quello di Candelo.

Cri si fa pure un giro in soffitta, mentre io guardo le camere, sommerse da cose e da scatole e c'è sempre un camino in ogni stanza... Usciamo da lì, guardo di nuovo la strada e scambiamo due parole con Warren.

Penso a Troutbeck Road, all'etimologia del nome, che posso solo immaginare, qualcosa come il cenno della trota, un nome leggero, qualcosa che rimanda alla cucina, ma anche a qualche aneddoto del luogo... forse con la stessa leggerezza che ha la trota, quei movimenti un po' languidi e pigri mentre scivola nell'acqua lacustre... mah... cri mi fa correre a prendere un bus, per un altro appuntamento, saliamo trafelati, ma è il bus sbagliato e ci porta da un'altra parte, l'appuntamento salta, ma forse è meglio così (sono in piedi dalle quattro del mattino, ho preso l'aereo e sono venuto qui e ho fame)...

Arriviamo con il bus fino a London Bridge, poi a Charing Cross con la metro e a Soho a piedi, al Yauatcha, dove Gayle ha prenotato per quattro. Stiamo un po' fuori dal ristorante ad aspettarli, poi decidiamo di entrare, Gayle è già seduta con Mathias, ci guardiamo un secondo fino ad un cenno di saluto: il cenno della trota, penso tra me e me, come fosse una risposta a tutta quella lunga giornata.


Con il senno di poi e con una veloce consultazione sul web, significa località sulla scia della trota...evidentemente servono approfondimenti...

A. D. MILLS. "Troutbeck." A Dictionary of British Place-Names. Oxford University Press. 2003. Encyclopedia.com. 26 Jun. 2009 :Troutbeck, ‘(place on) the trout stream’, OE truht + OScand. bekkr: Troutbeck Cumbria, near Ambleside. Trutebek 1272. Troutbeck Cumbria, near Penruddock. Troutbek 1332.

venerdì 26 giugno 2009

Cercare Casa #12 - Gran finale al Yauatcha

Porto il fra a vedere alcune proprietà a Battersea e Clapham.
Veramente ne vediamo talmente tante che alla fine non riusciamo neanche più a ricordarcele.
La zona di Northcote Road è particolarmente interessante, tanti bei posti dove mangiare e fare shopping.
Una di quelle strade di Londra piene di atmosfera british ma senza turisti e gadget mind the gap, dove passeggiano soprattutto mamme con passeggini e i negozi sono di "indipendenti". Credo che sia soprattutto l'alto numero di Charity Shops a incantare il fra (quando poi in fondo alla via trova una piccola libreria...beh, a me toccano tutte le agenzie da lì in poi e lui lo recupero alla fine del tour). Torniamo anche a New Cross, a rivedere la casa di Troutbeck Road...questa volta oltre alla sciura col cagnolino ci sono anche tutti gli altri componenti della famiglia e a me tocca arrampicarmi su di una scala a pioli per visitare la soffitta.
Ma dopo la soffitta...il paradiso...ovvero Yauatcha, un ristorante cinese a Soho (15 Broadwick Street).

giovedì 25 giugno 2009

Cercare Casa #11 - Un pittore a Camberwell

Ho appuntamento alle 11 con un agente a Canada Water. Continua la peregrinazione attraverso zone di Londra di cui non conoscevo neanche l'esistenza...
Ma perchè le case sui siti delle agenzie sembrano belle e poi nella realtà sono...mmmhhh...terrificanti?
Forse che a Londra bisogna avere un master in photoshop per lavorare in un'agenzia immobiliare? O magari le nostre aspettative sono sempre troppo alte? Cosa deve avere una casa per catturarti? per convincerti ad entrarne in possesso? In fondo tutto si basa su delle sensazioni, immediate, visto che qui se vai a vedere una proprietà per la seconda volta praticamente ti considerano già impegnato. (Ci sono degli annunci che "consigliano" di vedere la proprietà dal vero...vuol dire che c'è chi compera sulla carta???).
Anyway, oggi ho scoperto un'altra delizia di questa città, l'East Street Market, niente di chic...ma uno di quei posti in cui si trova di tutto a dei prezzi bassissimi. E in cui si possono mangiare cose ben strane, ma appetitose e appaganti per chi osa...
Alle 6 vado a vedere un piccolo cottage nel cuore di Camberwell. Entro e, dopo i primi minuti di imbarazzo in cui il proprietario congeda altri "interessati" (con cui ci si scambia occhiate del tipo...vediamo chi corre prima in agenzia domani mattina!), capisco che si tratta della casa di un artista. E qui mi gioco la mia carta...e si comincia a parlare, bere thè, ascoltare uno dei tre figli che suona la tromba, cercare su Internet le scuole migliori...

mercoledì 24 giugno 2009

Cercare Casa #10 - Mercoledì a Isle of Dogs

Di prima mattina mi dirigo a nord, Kilburn e Kentish Town. Qui una agente mi porta a vedere uno splendido appartamento...l'indirizzo è South Villas...rende l'idea?.
Purtroppo un po' over il nostro budget, però rimane nella lista, magari convinco il fra...
in fondo la zona è bella (molto bella!) e le scuole qui sono very good.
Poi mi ributto nel ventre di Londra (oggi la bici non la voglio neanche vedere dipinta su un poster!) e dopo un'ora di cambi e scambi arrivo alla mia zona del pomeriggio: Isle of Dogs.
Tante volte guardando la mappa di Londra mi ero chiesta come fosse questa zona nell'ansa del Tamigi, tagliata via dalla città a causa dell'immenso complesso del Canary Warf (banche banche banche e banche...e dopo le 6 di sera il deserto...).
Isle of Dogs era la vecchia zona industriale legata alla navigazione e ai commerci, e infatti la prima proprietà che vedo è un appartamento in un ex edificio industriale dove costruivano navi.
Decisamente bello, 4 stanze, 2 bagni e il libero utilizzo 24 ore al giorno di piscina e palestra all'interno del complesso!

martedì 23 giugno 2009

Cercare Casa #9 - A sud del Tamigi

Gayle ha una bicicletta appoggiata al muro del suo salotto.
Lei cerca di dissuadermi...ma io non resisto all'idea di tornare a girare Londra sulle due ruote. Che sarà mai?...
Parto alle 11, dopo aver pianificato la giornata e le traiettorie stradali. Ho appuntamenti in tre zone diverse a sud del Tamigi, da est a ovest passando per Vauxhall. Quando con la bici attraverso il Tower Bridge ho un brivido, altro che bus e metropolitane, questo è galattico!
La prima casa è a New Cross, vicino a Greenwich, una zona di cui non conoscevo neppure l'esistenza...ma che ho scoperto essere la sede della Goldsmith University of Arts, una delle facoltà d'arte più importanti d'Inghilterra (e del mondo?). Mi riceve una signora con cagnolino in braccio, la sua è una fantastica casa edwardiana di inizio '900.
C'è poco tempo per le chiacchere, comicio a capire che se voglio far fede ai miei appuntamenti mi devo sbrigare! E così riprendo la bici e parto veloce come un razzo...fino a Elefant&Castle e poi Vauxhall, vicino a Waterloo ma più "per famiglie", stando alla mia guida.
Il primo è un appartamento abitato da tre unni (che non incontro ma di cui percepisco le tracce...), passo subito al secondo...ed è già tanto che il tetto non mi cada in testa. In una delle stanze c'è pure un tipo che dorme (sono comunque circa le 2.30)...e che non intende alzarsi. L'agente cerca di convincermi che non è male...follia.
Il pomeriggio è per Battersea, bella zona, qui mi sa che ci staremmo proprio bene, e poi è vicino ai Chana, comoda per Gatwick airport, bei negozi, bella gente...mmmhhh qui mi piace.
Ma alle 7 sono stremata! E l'idea di attarversare Londra con la bici da sud-ovest a nord-est mi sconquassera...vorrei piangere....ma che idee mi vengono?????

Cercare Casa #8 - La ricerca riprende: Bow

Lunedì ho ripreso l'aereo per Londra. Obiettivo: CASA!!!!
Questo primo giorno lo dedico all'East London. Ho un appuntamento con un'agenzia a Mile End per vedere un paio di case vittoriane a Bow.
La zona è popolare...con molte council house, come in gran parte delle aree a est, la zona più bombardata durante la guerra.
Però ci sono due parchi vicini, uno, il Victoria è enorme (credo il secondo più grande di Londra), l'altro è più piccolo ma con un canale dove passano le barche! Per lo più abitano qui indiani e pakistani...e ci sono molti negozi che vendono prodotti asiatici.
La casa in Straham Road (quella nella foto!) è carina, con molto potenziale. Tre stanze grandi, una sala doppia e una cucina abitabile. Prima di entrare ci sarebbero però tanti lavori da fare, bagno e cucina da rifare completamente.
Il giardino è piccolo, ma almeno c'è.
Beh, iniziamo bene. Almeno su questa possiamo pensare di fare un'offerta.
Un po' di esperienza ce la siamo fatta, e ormai sappiamo che appena vediamo, se ci piace, dobbiamo subito cominciare a negoziare sul prezzo.
Questa sera dormo da Gayle, ma lei non sarà a casa prima delle dieci. Allora vado a cercarmi un posticino per cenare. A Broadway Market, 5 minuti a piedi da casa di Gayle, è pieno di ristoranti...ma io sono stanca e dopo una prima occhiata alla strada mi infilo al Cilicia, un ristorante turco dove ordino una Mussaka vegetariana e un bicchiere di vino bianco greco.
Comincia a piacermi proprio andare al ristorante da sola!

domenica 21 giugno 2009

Soldi # 3 - Mercatino di Riva Domenica 28 Giugno

Nell'attesa di trovare la casa giusta a Londra ci siamo iscritti ancora una volta al Mercatino dell'antiquariato di Riva (Biella, 28 Giugno).
Comunque avevamo già pagato la licenza per tutto l'anno...e quindi, perchè non riprovarci?
D'altra parte, più vediamo case a Londra e più ci rendiamo conto che...qualunque sarà la casa, non ci sarà mai posto per tutte le nostre cose, e soprattutto per tutti i nostri mobili! (So già che qualcuno sogghigna e si sfrega le mani...).
A Londra le case e gli appartamenti sono piccoli, mini direi. La cucina e il bagno ci sono già (non è come qui da noi che quando si trasloca si fa lo sforzo folle di smontare e rimontare tutta la cucina!).
Per il resto, le stanze sono così piccole che, comprati i letti e il divano, c'è spazio per poco altro.
Detto questo, non intendiamo certo comprare una casa a Londra e trasformarla nella copia di quella che già abbiamo!
E poi comunque per fare un passo così grande bisogna essere leggeri, i più leggeri possibile.
E allora venite a fare affari domenica, dalle 8 alle 6 in Piazza Del Monte a Riva. Quello che non serve più a noi magari può piacere a voi!!!

lunedì 15 giugno 2009

Cibo # 2 - per quando si va alla Tate

Quandi vado alla Tate non so mai dove mangiare.
Il ristorante/Cafè del museo al settimo piano certo vale una visita. Grazie ad un'immensa vetrata infatti, da lì si può "godere" (quasi in senso letterale...) di una vista sul Tamigi e sulla City che ti viene voglia di non andartene mai più.
L'ultima volta mi sono piazzata su uno sgabello e sono stata lì due ore a leggere e a guardare il panorama. Per il resto però...almeno per me, il menu è alquanto proibitivo.
Intorno alla Tate non c'è moltissimo, e se si va nel week end anche al di là del Millennium Bridge si trovano solo i locali chiusi della City.
Dopo la performance durante il long week end di maggio però, con Maria, Michelangelo, Paola e il suo compagno, Luigi, e un'artista rumena (nipote di Brancusi...?) siamo stati a cena in un bel posto, a pochi minuti a piedi sul retro della Tate.
Da Del'Aziz, 5 Canvey Street. Un ristorante in moderno stile london con un menu spagnol-arabo-persiano e un buffet dolci strepitoso! Musica dal vivo, e un commovente assolo di flauto tibetano. Io e Maria abbiamo preso degli spiedini di carne con yogurt di menta...una ricetta persiana che ci riporta entrambe ad una cena di dieci anni fa, in un ristorante che ancora doveva aprire, quando tutto doveva ancora succedere.

sabato 13 giugno 2009

Young British Art nei cieli di Londra

In molti mi chiedono cos'è la nuova immagine sotto il titolo del blog...
Beh, si tratta di un lavoro recente dell'artista inglese Stuart Semple, classe 1980.
Sono vere nuvole, create dall'artista e lasciate circolare liberamente nei cieli vicino alla Tate a Londra. Grazie ad un composto "magico" di elio, sapone e tintura vegetale (rosa) le nuovole venivano create e rilasciate a distanza di 7 secondi l'una dall'altra. Ognuna aveva una durata circa di 30 munuti e, in totale ne sono state iberate 2057!
"Ho voluto creare qualcosa che facesse sorridere la gente. So che in tempi difficili come questi è facile dare bassa priorità alla creatività, ma io ho voluto dimostrare che anche un'idea artistica può portare a qualcosa di importante, anche solo per pochi secondi!" Queste le parole di Stuart.

giovedì 11 giugno 2009

Il mio nome non ha molta importanza

ma se proprio ci tenete potete chiamarmi Fra, una preposizione con una certa personalità, qualcosa che lega due persone, due luoghi, che descrive quello che sta nel mezzo...
certo che ho un nome, ma è un modo per chiamarmi, sono altre le cose che mi identificano, magari la mia personalità, il fatto che incrociandomi non potete fare a meno di sentire la mia presenza.
Anche il sesso non ha importanza, diciamo che non hanno importanza le mie preferenze sessuali, sono per la bellezza e la bellezza non ha nome e non ha sesso; la mia religione non ha importanza, non sono persona di religione, sono persona di spirito, mi piace coltivare la mia spiritualità mi fa sentire più libero.
Essere italiano non ha poi questa grande importanza, io sono nato in un piccolo paese, veruno, che nella mia lingua, significa nessuno, poi sono una persona che vive e si mescola con gli altri e così divento simile al posto che frequento, divento simile alle differenze e dalle differenze alimento la mia curiosità e continuo a vivere... per questo a casa mia, dovunque sia casa mia, c'è sempre una camera per gli ospiti
Poi mia figlia, che porta un nome da donna di corte, mi ha chiesto:
-ma di che colore siamo noi?
-dicono bianchi...
-bianchi?!, ma papi, scusa noi siamo rosa!
W matilde allora libera come la musica che non ha nome, libera come un bicchiere d'acqua rosa in mezzo a tanti colori...
Il mio nome non ha importanza

lunedì 8 giugno 2009

Cercare Casa #7 - L'asta. E siamo punto e a capo.

Dopo lungo cercare (25 tra case e appartamenti visitati in Islington, Highbury, Stoke Newington Church, Hackney, Chiswick e Fulham), abbiamo fattoun'offerta per l'appartamento di Chiswick.
Tre stanze, reception e cucina abitabile più giardino. Con il plus di trovarsi esattamente di fronte ad un parco, piccolo e tranquillo. Insomma, il nostro.
La prima offerta era troppo bassa, così ne abbiamo fatta un'altra. L'agente era ottimista, e io già pianificavo i lavori e il trasloco. Il giorno dopo l'agente mi chiama e mi dice che, siccome ci sono altre persone che hanno visto la casa, il proprietario ha deciso di fare un'asta (lui non la chiama così, ma di quello si tratta...). Entro le 2pm tutti i contendenti possono fare la loro ultima offerta a busta chiusa, dopo di che il proprietario deciderà. Ansia...
Il giorno dopo l'agente mi chiama. Purtroppo qualcuno ha fatto un'offerta più alta della nostra e si è aggiudicato l'appartamento. Pino dice che da noi le aste sugli immobili sono illegali. Certo è che così tengono il mercato sulle spine...
E intanto la nostra ricerca continua.