mercoledì 29 aprile 2009

Di zisko - venerdì ventiquattro

sushi pomegranade juice a Islington green, con in testa calabria road
facciamo come ieri una pausa a Islington Green dopo aver comprato il pranzo da Sainsbury, supermercato nel quale io starei almeno mezza giornata. è una giornata di sole splendida, un po' ventilata, con la mati che fa la foto ad un piccione perchè la fissa, e la polizia inglese che con professionalità e rigore, per un tamponamento ferma il traffico e fa i sopraluoghi di rito. sulla strada deserta, attraversando, raccolgo un cocumber (cetriolo), quello che a roma sarebbe volato in culo all'ortolano.
le discussioni della giornata gravitano sull'appartamento di calabria road, un flat un po' hippy a due passi da un parco bellissimo. e matilde che chiede, mamma ti piace questa? la compriamo?io mi rilasso entrando in unn charity shop di libri usati dove mi trattengo, i libri costavano 1 o 2 pound, ma presto mi farò una biblioteca, da una parte scrittori italiani tradotti (ben pochi e del secondo dopoguerra) e dall'altra quello che mi va... penso che volgio una stanza con molti libri o i libri dovunque, a casa dopo una cena con un'improbabile cheesecake mi adoormento ed inizio a sognare appartamenti.

Di zisko - giovedì ventitre

le banche ed il mondo (è) delle donne
inizia la ricerca. cristiana si infila in tutte le agenzie di Islington, e matilde si sdraia sui divani di: Chesterton, Foxtons, Hugh Grover, Thomson Currie, Sevills, Garfield&Co, fino a quando James, su una mini, ci porta dal parcheggio dell'Hilton alle prime due case degne di nota su cui iniziamo a fare dei pensieri, oltre che dei conti. una, in particolare, con il cortile e la summer house. appartamento un po' buio e i cui soffitti sono due cm più alti di lupi. la zona in realtà è Finsbury, quartiere che, una signora indiana che incontriamo il giorno dopo in una delle nostre visite, definisce area di murders and rubberies.
per aprire un conto iniziamo con la NatWest...che va a finire a Nut West. un'impiegata ci dice che dobbiamo prima avere una bolletta. prima che la cri mi si incazzi, la porto alla HSBC, dove prima un indiano e poi un'indiana ci dice che possiamo aprire un conto passaporto per 6,5£ al mese. per inciso, sulla brochure ci sono le facce di venti ragazzi con le bandiere dipinte sul viso, manca quella dell'italia. questa volta è lei che trascina me fuori da lì e si va alla Abbey Bank, dove un indiano e un'indiana aprono senza difficoltà a cristiana un conto. il trip con le banche è un omaggio al nostro amico pino che imberbe studente senza lavoro e domicilio si fece aprire un conto corrente al secondo tentativo ritornando alla banca che lo aveva rifiutato con il cipiglio di un italiano che non parlava nemmeno una parola di inglese.
torniamo a casa stanchi ed io penso alle donne. leggo sulla repubblica che ci ha regalato un italiano su un bus, che l'importanza del femminismo è l'avere formulato e difeso i diritti fondamentali di ogni donna, ovvero: il diritto di essere un individuo libero, guidato dai prorpi stessi orientamenti e dalle priprie capabilities, per usare la formula di Amartya Sen che Paul Ricoeur ha ben tradotto con l'espressione "poter essere". e con questo pensiero mi addormento e inizio a sognare appartamenti.


Di zisko - mercoledì ventidue

leconfield road 12, il grado di adattabilità
arriviamo a londra con l'obiettivo di vedere case e comprare case. siamo in un lower ground floor di una casa vittoriana, ristrutturata da una coppia di architetti con quattro figli. siccome mi piace all'istante, vado immediatamente a fare spesa al tesco. compro burro salato, caffè in polvere, pollo, schweeps, succo oasis, vino, cheddar, prosciutto, insalata e, tra le altre cose, un sacco con sei pacchetti di patatine dentro. nonostante il peso dei tre sacchi e pur avendo le righe dei manici ai polsi, mi sono mangiato le patatine tornando a casa. ecco, il mio grado di adattabilità si misura da quanto velocemente io compero le papatine per mangiarmele tornando a casa con la spesa.
quando è ora di andare a letto matilde non vuole dormire da sola. ma appena vede il saccapelo rosa con la forma di una bambina, ci si infila dentro e si addormenta all'istante. ovviamente nel bagno non c'è bidet, ma tanto il problema è superato dal mio grado di adattabilità.







La interview

Qualche settimana fa ricevo una mail dalla London City University in cui mi fissano una data per la interview per l'ammissione al master.
Alla fine concordiamo per incontrarci venerdì mattina alle 8 (!). Beh, mi dico, un po' prestino...ma va bene, così non mi impegna tutta la giornata. E poi, tutto sommato, mi piace l'idea di andare in giro per Londra al mattino presto (cosa che ovviamente non faccio mai...).
Non so perchè ma all'incontro vado tranquilla, senza quasi chiedermi che cosa accadrà, senza quella solita ansia da prestazione che prende allo stomaco...arrivo all'Università alle 8 meno dieci, praticamente è deserta. Mi siedo e aspetto che qualcuno arrivi.
Finalmente alle 8 in punto arriva la persona dell'appuntamento (cioè uno dei professori del master) e la interview inizia. Il tutto è rilassato, informale. Lei ha davanti la mia application e mi dice che la chiamano interview...ma che sarà giusto uno scambio di informazioni, che sicuramente anche io ho molte domande da fare etc.... Bene, mi rilasso ulteriormente e sorrido...e la interview ha inizio. "Che cosa pensa lei delle attuali politiche culturali del governo italiano?"...INFATTI!!!! ma non doveva essere just an exchange of information??? seconda domanda "Quali sono secondo lei le sfide del management oggi?" quasi mi si ribalta la sedia. Queste non sono domande da farsi alle 8 del mattino!! triplo INFATTI!!!

venerdì 17 aprile 2009

Cercare casa #4 - il prossimo viaggio

La prossima settimana finalmente andiamo a Londra con m!
Staremo su parecchi giorni, con almeno due obiettivi importanti...
Trovare casa e iscrivere m a scuola!
Questa volta, visto che siamo in tre, non staremo nè a Richmond nè a casa di Gayle.
Abbiamo affittato un appartamento a Highbury, Islington nel cuore della zona in cui vorremmo andare ad abitare.
Appartiene ad amici di amici, ma è anche disponibile attraverso un sito che pubblicizza appartamenti per soggiorni brevi a Londra. L'idea di avere finalmente un posto per noi è elettrizzante...faremo la spesa (c'è un Tesco lì vicino) e cercheremo di capire se il quartiere è veramente quello giusto. Sarà anche il fatto che m sarà con noi (e coi bambini tutto è diverso), ma finalmente percepisco un senso di realtà in quello che stiamo facendo.
In questi giorni abbiamo anche preso accordi (informali per ora) con la banca. Non la nostra...dove l'idea di un acquisto di proprietà a Londra ha suscutato solo reazioni di spavento e paura, ma un'altra, dove per fortuna lavora un'amica e dove il direttore, giovane e dinamico, ci ha aperto prospettive interessanti.
Insomma, sembra che alla fine non dovremo vendere l'appartamento a m., ma che anzi ci servirà come garanzia e fonte di introito per il mutuo!
Ora si tratta solo di trovare la casa giusta!

mercoledì 15 aprile 2009

Dove andare #1 - Columbia Road

Il Flower Market di Columbia Road (London E2 7RG) è decisamente uno dei posti più belli dove passare la domenica mattina a Londra!
Columbia Road è già in sè un piccolo gioiello...sembra di entrare in un villaggio del countryside, con le strade ciottolate, le case basse e i portoni tutti colorati.
Tutte le domeniche, dalle 8 alle 2, il quartiere si anima grazie all'ormai famoso (ma non troppo) mercato dei fiori. Vi si trovano fiori e piante di ogni specie, probabilmente la collezione più importante e stravagante di fiori recisi di tutto il paese.
Ai bordi della strada poi, circa 30 negozi (aperti per lo più solo la domenica) vendono accessori per il giardinaggio e altre belle cose...e non mancano i pub, i caffè, i chioschetti, le bancarelle di antiquariato minore.
La mia amica Mila mi ha chiesto dei consigli su cosa fare durante una breve vacanza a Londra...beh, cara, questo è il mio consiglio n.1...ne seguiranno altri!
Per info su logistica etc...clicca qui.
Ah, l'immagine del titolo ovviamente è del mercato!

martedì 14 aprile 2009

Scuola #2 - Le Primary 3

Dunque, la scuola per m.
Siccome vorremmo trovare una casa nella zona di Islington (appena a nord della City), mi sono informata sulle varie possibilità. Il sito islington.gov.uk/education è dettagliatissimo. Si trovano tutte le informazioni sulle scuole e sull'eventuale iscrizione. Documenti richiesti: 1, certificato di nascita. Eventualmente il Certificato di Battesimo se si sceglie una scuola Cattolica.
Siccome m è nata nel 2002, ho calcolato che a settembre entrerà al terzo anno.
Comunque ho telefonato al numero riportato sulla brochure e direttamente dalla prima persona che ha risposto ho avuto tutte le informazioni che cercavo. Poi il tipo mi ha chiesto quando la bambina sarebbe stata a Londra: ho risposto da metà giugno (visto che finirà la scuola il 10) e lui mi dice che potrà frequentare le ultime settimane del term, in pratica potrà finire l'anno scolastico (fine luglio) con quella che da settembre sarà la sua classe. Il che è fantastico! Così m non passerà tutta l'estate a chiedersi (e chiedermi) come sarà...
Insomma, una facilità e una flessibilità che quasi fa venire le lacrime agli occhi!

sabato 11 aprile 2009

La crisi - chi sta peggio?

Quando vedo i miei amici spesso mi chiedono della crisi in UK.
Vogliono sapere se è vera, cosa dice la gente, cosa fanno...
Io non ho ancora un'idea ben precisa, ma alcune riflessioni le ho fatte, partendo da quello che vedo, che sento, che so.
Due cose in particolare mi preme raccontare. La prima riguarda la serietà del governo inglese, che a novembre ha annunciato un taglio del 5% sull'IVA, e dopo due giorni era già applicato ovunque; in tutti i negozi, anche nei bar e ristoranti, i prezzi erano scontati del 5%.
La seconda riflessione riguarda invece la diversità delle risposte alla crisi in Italia a in UK. E' vero che in Gran Bretagna la crisi ha una portata diversa che da noi, però è anche vero che in Italia la gente che perde il lavoro non finisce sul lastrico con la stessa velocità che in UK o USA. Questo secondo me succede anche perché qui il sistema familiare in qualche modo garantisce e protegge. Quasi tutti hanno dei genitori che possono intervenire con soldi e case, pasti caldi e babysitteraggi. Mentre a Londra la maggior parte delle persone è sola, i genitori non vivono nelle vicinanze (molto spesso in un'altra nazione), e se anche così fosse la gente è più indipendente, non fa troppo affidamento sull'aiuto di mamma e papà. D'altronde in Italia molti giovani rimangono a vivere con i genitori fino al matrimonio mentre sappiamo bene che nel Nord Europa a 18 anni si va a vivere da soli. E' perchè in Italia raramente prima dei 30 anni si ha una lavoro che ti permetta di essere completamente indipendente? Ma allora è colpa del governo e del sistema sociale....Aiuto! Forse qualcuno ha le idee più chiare delle mie?

venerdì 10 aprile 2009

Di zisko #2

il sommelier e non solo
il sommelier della musica adesso parla del non solo, quella parte di noi che non viene fuori, quella che nei curriculum sta sotto la voce hobby o tempo libero. In cafeteria ho la fortuna fare un lavoro che mi permette di essere anche il mio non solo e quindi mi permette di divertirmi.
Penso sia necessario per divertirsi tentare di scoprire le persone che frequentano la cafeteria, i colleghi come gli avventori, e offrire loro prima un sollazzo gastrico e poi uno spazio di creatività. Il sommelier della musica lavora sulla creatività: chiaccherare e sfidare i limiti e le timidezze che ciascuno si porta con sè. Elisa, Rolando, Giuseppe Ceria e adesso Antonella-Mr Suzuki.
Luca ed Elisa fanno con me il sommelier, tre amici magari per caso o per fondazione, nati da una serata dedicata ad elisa, che era per elisa con flamenco.
Elisa ha scelto il menù, ha scelto con noi le letture e le canzoni con cui costruire i medley... poi il flamenco che è una delle sue passioni. E quelle canzoni per non più di trenta secondi l'una, sfidando l'idea dei diritti d'autore, una cascata di otto, dieci brani alla rinfusa ma non troppo: si afferra la canzone per un attimo e poi si perde in quella successiva.
Insomma da Elisa abbiamo sperimentato una formula e con quella ci siamo sperimentati noi. Scrivo queste cose sospeso nell'incertezza di londra e la certezza della cafeteria, però so che cosa mi piace del sommelier, il senso di un coinvolgimento che mi diverte. Ci dividiamo tra noi la creatività e in qualche modo strano la tiriamo fuori dagli altri, siamo noi, è il posto... non so. Questo mi vorrei portare a londra, la capacità di coinvolgere, tirando fuori creatività da me e dagli altri.

mercoledì 8 aprile 2009

Soldi #3 - una Londra per le tasche di tutti

Si sa, Londra è carissima.
E il problema è che sono care proprio le cose a cui non si può rinunciare, come la casa (sia in affitto che in vendita) e i trasporti.
Un modo però per sopravvivere c'è, e noi, dopo tanti anni abbiamo trovato il nostro.
Tra tante offerte simili esiste infatti sempre quella uguale alle altre in qualità, ma magari un po' più economica. Come fare la Oyster card per i trasporti anche se si sta in città solo per pochi giorni (forse meglio fare un post ad hoc sulla Oyster...), fare spese negli street market, fare shopping da Primark invece che da Marks&Spencer, prendersi un the o un caffè da Pret a Manger invece che da Starbucks e così via. Per il cibo poi si può sempre andare a comprare qualcosa di molto sfizioso in un supermercato (...Tesco è il più cheap, e le cose sono comunque buone) o infilarsi in uno dei tanti "All you can eat", dove per 5 o 6£ si può mangiare tutto quello che si vuole (A Soho ce ne sono parecchi, ma anche in alte zone...).
La cosa più conveniente da fare a Londra rimane però...visitare i musei! Sono praticamente tutti free entrance, ovvero gratuiti, e io non vedo l'ora di svegliarmi la domenica mattina, prendere un caffè in vestaglia, fare una doccia veloce e poi portare me j a visitarli tutti!

lunedì 6 aprile 2009

Scuola #2 - Le Primary 2

Per quanto riguarda le Primary School private mi sono dimenticata di segnalare due opportunità per chi preferisce che i figli continuino a studiare in italiano.
La prima è l'International School of London che, in particolare, offre un corso di studi in collaborazione con l'Ambasciata Italiana. E' adatto a quei bambini che stanno in UK per poco tempo, e quindi potranno facilmente reinserirsi in Italia. L'altra è la Scuola Italiana a Londra, che aprirà per la prima volta nell'autunno 2009, una scuola bilingue che vuole diventare anche un punto di incontro per la comunità italiana. Unico neo...le quote di iscrizione! Purtroppo molto alte.
Ovviamente queste sono possibilità che anche noi consideriamo come salvagente...ma in realtà confidiamo nelle capacità di m, e nella lungimiranza di una preside che con quella politness tutta inglese ci ha detto no problem, a quest'età li mettiamo direttamente nelle classi e in poco tempo vanno alla pari con i compagni! Vedremo...

Certificati

Prima tappa nei meandri della burocrazia...
Come fare se vi chiedono dei certificati per le varie iscrizioni? (e ve li chiederanno sicuramente...). Ovviamente voi, come noi, avete tutto in lingua italiana....
Beh, bisogna per prima cosa tradurre fedelmente il documento. Potete farlo voi o rivolgervi a dei traduttori specializzati (io li ho tradotti e poi li ho mandati in revisione dal mio amico P che fa l'avvocato e si occupa di contratti internazionali). Ogni quattro fogli (dello stesso documento) bisogna apporre una marca da bollo da 14,62€ e poi andare in Tribunale, presso l'apposito ufficio e giurare (mano sul cuore) che quella è la traduzione fedelissssima del documento originale. That's it.
PS. se siete disperati e volete contattare P... lasciate un commento e vi darò i suoi recapiti!

Di zisko #1

La cafeteria è lì, senza genere, non so se femmina o maschio, ma è lì: adesso che mi sono abituato a lasciarla, inizio a pensare a lei/lui... perchè in fondazione è così, almeno per me, l'addio è ed è stato lungo e mi ci sono abituato.
Che cosa mi rimane?
Molto, intanto uno stile, che devo soprattutto a Maria
In realtà, un'idea di stile che intuisco ma faccio ancora fatica a spiegare, non riguarda solamente il gusto personale, ma piuttosto una specie di istinto naturale che ti fa scoprire la bellezza informale delle cose. E poi ci sono le persone.
Qualche tempo fa, Maria mi disse: "Sai bisogna essere gentili non solo per gli altri, ma per noi, noi come persone, essere gentili fa bene a noi per primi". Rimane un punto d'arrivo, non sempre mi riesce, ma riconosco il potere rasserenante della gentilezza, non ci avevo mai pensato prima, ora mi pare un insegnamento ed una pratica da coltivare.
due caraffe di the verde alla menta, preparato da mohamed, con un cucchiaio dentro per evitare che il vetro si rompa, una foto di gayle che mi piace molto e che parla della cafeteria

Scuola #2 - Le Primary 1

Quando i bambini hanno 4 anni possono finalmente entrare alla Primary School.
Il primo anno è ancora non propriamente scolastico, una sorta di anno propedeutico (tipo scuola materna). A 5 anni poi comincia la scuola vera, che dura 6 anni.
Sulla carta sembra semplice, ma nella realtà...è un casino! La scelta della scuola infatti è veramente decisiva a Londra, e ci sono famiglie disposte a tutto pur di aggiudicarsi un posto nelle scuole migliori! Famiglie che traslocano (la distanza dalla scuola è uno dei criteri di selezione!...contano i metri da porta a porta) e che si convertono... Ci sono infatti scuole private (circa 15mila £ all'anno!) e pubbliche. Queste ultime si dividono tra community (statali), cattoliche (le migliori e quindi più richieste) e anglicane.
Per iscriversi ad una scuola cattolica serve il certificato di battesimo...ma per fortuna poi non pretendono di vederti in chiesa tutte le domeniche. Noi stiamo valutando questa ipotesi...(anche se dovremo far battezzare j...), ma una decisione certa non l'abbiamo ancora presa. Tra qualche settimana faremo un nuovo viaggio a Londra con nostra figlia m, e, credo, faremo partecipare anche lei alla decisione. Un ultima cosa...in UK tutte le scuole hanno una divisa per i loro alunni!