lunedì 6 aprile 2009

Di zisko #1

La cafeteria è lì, senza genere, non so se femmina o maschio, ma è lì: adesso che mi sono abituato a lasciarla, inizio a pensare a lei/lui... perchè in fondazione è così, almeno per me, l'addio è ed è stato lungo e mi ci sono abituato.
Che cosa mi rimane?
Molto, intanto uno stile, che devo soprattutto a Maria
In realtà, un'idea di stile che intuisco ma faccio ancora fatica a spiegare, non riguarda solamente il gusto personale, ma piuttosto una specie di istinto naturale che ti fa scoprire la bellezza informale delle cose. E poi ci sono le persone.
Qualche tempo fa, Maria mi disse: "Sai bisogna essere gentili non solo per gli altri, ma per noi, noi come persone, essere gentili fa bene a noi per primi". Rimane un punto d'arrivo, non sempre mi riesce, ma riconosco il potere rasserenante della gentilezza, non ci avevo mai pensato prima, ora mi pare un insegnamento ed una pratica da coltivare.
due caraffe di the verde alla menta, preparato da mohamed, con un cucchiaio dentro per evitare che il vetro si rompa, una foto di gayle che mi piace molto e che parla della cafeteria

4 commenti:

  1. l'arte della gentilezza di Maria è la cosa più preziosa che mi sia rimasta dalla mia esperienza alla Fondazione. Io oggi so di essere una persona migliore grazie a lei. Grazie a voi per averlo sottolineato ancora una volta. ; )))

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  2. scusate...non mi sono firmata come al solito.
    marida augusto ; )
    dai ragazzi che ce la farete!!!!!

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  3. Primo post che so é tuo, F. Un abbraccio forte a te e ai tuoi da Medellín.

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  4. mi unisco al primo post di marida...Maria è rimasta profondamente presente nel mio cuore e la penso spesso, in particolare per la sua gentilezza dei gesti: anc'io ho imparato molto da lei. sandra

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